Una giornata gioiosa di sole alla Badia di Monte delle formiche
Un luogo magico , un antico golfo marino circondato da sabbia dorata, depositata in rupi arenacee fino alla montagna sacra , che ospita da secoli il fenomeno misterioso delle formiche volanti. E poi un faggio centenario, la grotta dell’eremita, la riserva del contrafforte pliocenico, i botroidi, mondi da scoprire in quest’isola prima circondata dal mare e ora appenninoā¦.
Valeria e Claudio, i custodi del Bosco di castagni secolari e della Badia di Monte delle formiche hanno organizzato per domenica 5 maggio un viaggio nella natura, attraverso la storia e la preistoria.
L’appuntamento era alla Badia alle 10:00 per immergerci nel verde e scoprire le erbe spontanee del Bosco. Abbiamo incontrato sul prato erboso, ricoperto ancora di foglie di castagni e di ricci, miriadi di orchidee selvatiche di tutte le tonalitĆ del rosa e del viola, muschi pelosi e carnosi avvolgere tronchi antichi, la salvia selvatica con i suoi fiori viola brillante, la veccia, la stella di Betlemme dai petali bianchi, la silene rosa e bianca in piena fioritura, la bulimacola, la polmonaria, il geranio selvatico e il sigillo di Salomone maggiore. E poi nascosto tra il fogliame l’arioso lampascione. Sassifraga, rosa canina, galium, cicerchia, sanguinello si alternano con la loro presenza al conturbante elloboro, la stella di natale di colore bianco che nasconde insidie per chi ne fa uso.

Claudio ha accompagnato la comitiva su ĆØ giu’ per il castagneto raccontando la storia della Badia e della cura e della presenza quotidiana che il bosco di castagni richiede. Piu’ sopra, al confine con il sentiero CAI n.81, vi sono le tracce di una trincea ricavata dai tedeschi lungo la fortificazione della Linea Gotica, che attraversava il Monte delle formiche, avamposto strategico di avvistamento. Nel punto in cui il bosco comincia a scendere ĆØ possibile godere di una vista mozzafiato sul santuario di San Luca. In quell’area Claudio e Valeria vorrebbero creare uno spazio per ospitare un agricampeggio, appena piu’ sotto il piccolo orto che offre vegetali di stagione.

Il pranzo abbondante preparato da Claudio e Valeria, a base di prodotti genuini e casalinghi del territorio era accompagnato da un delizioso sciroppo di sambuco. E poi focacce, frittata all’ortica, zuppa di ceci, pizza con farina di grani antichi, salumi fatti in casa da Claudio, dolci a volontĆ e poi il nocino della Badia.
Sembrava una scampagnata, in realtĆ una giornata splendida di sole ha inaugurato il primo dei villaggi di Arcadei.
Dalla pianura alla vetta un abbraccio tra cielo e terra ha avvolto le meravigliose creature in cammino per
realizzare gli scopi di Arcadei.
La Badia ĆØ l’abitazione in cui i nostri cari amici vivono con Elda, la loro figliola, giovanissima e giĆ creatrice di bigiotteria ed esperta accompagnatrice dei visitatori. La Badia ĆØ segnata nelle cartine del luogo, molto probabilmente si tratta di un antico luogo di culto. Alla Badia trascorreva le vacanze estive, durante l’infanzia Luca, ormai un amico di famiglia, una persona dal cuore grande.


Dopo il pranzo abbiamo camminato attraverso il sentiero arenaceo per raggiungere la montagna sacra, dopo una breve pausa presso il cimitero in cui riposa Luigi Fantini , lo speleologo scopritore lungo il fiume Zena dei botroidi antropomorfi di arenaria, pietre misteriose, datate 80 milioni di anni.
Giunti sopra il punto piu’ alto del monte abbiamo potuto visitare il Santuario di Monte delle formiche, che come una grande antenna attira le formiche alate da tutte le parti d’Europa per compiere il volo nuziale.

“Centatim volitant formicae ad Virginis aram quo que illam voliant vistmae tatque cadunt” (Ansiose volano le formiche all’altare della Vergine, pur sapendo che ai suoi piedi moriranno) ĆØ la frase riportata sulla facciata della Chiesa, che richiama la credenza che la morte delle formiche alate sia un omaggio a Maria.
In realtĆ , il fenomeno migratorio di queste formiche alate non ha niente di miracoloso, ma di misterioso sicuramente.
Attigua alla chiesa, in una grotta scavata nello sperone di roccia su cui sorge il santuario, nel XVI sec. visse in penitenza un eremita, e ancor oggi si può leggere nella parete della grotta la firma incisa da questo solitario asceta: “Barberius iam ex religione Jesuat 1551”. Il suo nome era dunque Barberio e apparteneva all’ordine dei Gesuati.

Infine alcuni momenti di condivisione, di letture, di riflessioni hanno concluso una giornata magica piena di curiositĆ lasciate irrisolte. Un motivo in piu’ per ritornarci!
Abbiamo una destinazione comune. Stiamo percorrendo un viaggio insieme, fatto di relazioni ed emozioni, ĆØ questa lāessenza in cui ci muoviamo, lāacqua in cui scorre la nostra nave, ma non ĆØ lāacqua la meta, ĆØ fondamentale per il nostro viaggio ma non ĆØ la meta, non ĆØ la destinazione. Questa dobbiamo definirla insieme ed averla chiara se non vogliamo perderci nel viaggio⦠à stato bello oggi sentire, la vita scorrere, in tutte le direzioni, il Borgo pulsante e concreto che porta avanti la sua opera e sapere che la Badia era viva e animata. Grazie anime belle e scalpitanti, stiamo costruendo qualcosa di grande. Avanti cosƬ, uniti, amandoci sempre gli uni e gli altri (Mauri).
Il mio desiderio più grande è continuare a camminare e crescere insieme! Viva Arcadei, Borgo Vivo e la Badia!(Valeria)
Un grazie di ⤠a Valeria e Claudio, con l’aiuto fattivo di Lorenza, della loro bravissima figlia, di Marco (spero di ricordare bene il nome) per l’ospitalitĆ , la cordialitĆ e la competenza condite da ottimi assaggi di piatti e bevande ricercati.
Una giornata di svuotamento della mente e recupero di energia positiva! Grazie! (Laura)
Si grazie di per la loro meravigliosa accoglienza e guida e grazie della bella compagnia a tutti i partecipanti (Morena).
Grazie Laura, grazie Morena, grazie a tutti i partecipanti alla giornata baciata dal sole e dalla gioia, in cui insieme ai preziosi custodi della Badia, Valeria, Elda e Claudio con Luca, abbiamo aperto percorsi di comunitĆ che condividono gli scopi di Arcadei. Continuiamo, con la nostra presenza a sostenere la nascita di una rete di villaggi in cui le relazioni rappresentino un patrimonio da nutrire, per essere creatori di futuro (Lori).
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