Giovanni Calza a Borgo Vivo
Giovanni Calza, “l’ultimo chançonnier”, come lui ama definirsi. Vanni è un autore molto versatile: oltre a scrivere e cantare canzoni d’atmosfera, in piena sintonia con i grandi cantautori del passato, scrive libri illustrati per bambini, produce brevi documentari, compone e canta canzoni in italiano e in dialetto ferrarese.

Collabora inoltre con le testate giornalistiche locali scrivendo articoli di cultura musicale. E’ autore di diversi libri, tra cui “Jukebox. Tv, ricordi e canzoni anni ’60” (ed. Santelli, collana Vip) in cui ha voluto fotografare tutto degli anni 60 ” Dalla pubblicità, al cinema passando attraverso il fermento che permeava ogni aspetto del quotidiano senza mai staccare gli occhi dalla nostra città».
Nel 2018 in Campidoglio a Roma l’artista, è risultato primo nella sezione ‘Musica’ presentando una selezione di canzoni swing alla sesta edizione del premio letterario nazionale “Salva la tua lingua locale”.
A breve Giovanni abiterà nel nucleo di case che rappresenta l’evoluzione di Borgo Vivo nella realizzazione di nuovi spazi abitativi liberati dalla proprietà privata. E avrà come vicini coabitanti Fabio e Morena.
Ci troviamo a due passi dalla via Bologna che unisce Ferrara e Bologna, due città rivali da secoli. I protagonoisti sembrano non curarsi delle antiche dispute, invidie e gelosie tra le loro città, uno scrive e canta in dialetto ferrarese e l’altro cucina antiche zuppe bolognesi… dicono che insieme realizzeranno una serata unica e da ricordare .
Lo zupparo ai fornelli è Fabio Marchesini, gli fa da spalla la moglie Morena. Le uniche informazioni che abbiamo sono che prepareranno una zuppa antica bolognese, gli ingredienti sono top secret, non sappiamo se sarà vegana o vegetariana, ma si sono lasciati scappare una dichiarazione “Stiamo a casa nostra”. E lo staremo anche nel dopocena…


In un’intervista Vanni dichiara “l’obiettivo della mia opera in generale, come scrittore-cantautore-poeta è la ricerca dell’essenza delle cose.
Nel libro La Calzetta dello Sport: La Coppa dei Calcioni cerco, con un linguaggio comico e con situazioni surreali, la vera origine di questo gioco che in questi anni è diventato industria, con tutte le sue contraddizioni ed esagerazioni che rischiano di snaturarlo. L’origine va cercata nella semplicità del gioco del pallone che tutti i ragazzi del mondo, a qualsiasi latitudine, praticano o hanno praticato nei cortili, per la strada, negli oratori e nei campetti improvvisati. Il vero calcio è divertente: è incontro e non scontro, non contempla l’idea di sconfitta ma di leale confronto. E gli avversari di quei minuti passati insieme sono semplicemente amici che hanno corso e saltato e parato e fatto gol e sudato insieme”.
In fondo è la stessa atmosfera che vorremmo creare con la zuppa del venerdì!
Non mancate!
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