Sfogliando vecchie cartelleā¦
Sfogliando vecchie cartelleā¦
Non ho memoria di chi sia Andrea, non ricordo il contesto in cui scrissi questa lettera, probabilmente di risposta ad un insegnante sul tema scuola, ma ĆØ interessante ripercorrerlo oggi più che maiā¦
Andrea, sicuramente chi come lei ha attraversato quattro decenni di scuola pubblica ne avrĆ anche visto la decadenza di questi ultimi anni, la morsa al libero arbitrio umano che ĆØ stato stretto attorno alle coscienza dei nostri ragazzi, io ho due figli, uno di 17, Giorgio e una di 7, Anita, che vede in foto nell’articolo, Giorgio sta facendo tutto il percorso della scuola pubblica, vivendo continui conflitti e tensioni con l’istituzione scolastica che gli impone una determinata struttura di comportamento e determinate nozioni da apprendere, senza movimento e stimoli pratici, stando quasi otto ore seduto in un banco più compiti a casa. In questi anni l’ho visto sempre più chiudersi allo studio e all’apprendimento, riducendo ogni giorno il suo potenziale, ovviamente questa ĆØ la mia esperienza, ed ora con il senno di poi mi sento complice del furto della sua infanzia, la sua linea della vita, l’infinito range di possibilitĆ che il destino ti offre sono stati canalizzati all’interno di un cubo di cemento, dall’alba fin quasi al tramonto in unāunica realtĆ possibile, quella raccontata dalla cattedra e dalla lavagna elettronica. Se a questo tempo “rubato” aggiungiamo il restante tempo assorbito dalla tecnologia, monitor vari, video giochi, telefonini e contenuti multimediali vari, dal mio punto di vista, siamo davanti ad un vero e proprio genocidio della biodiversitĆ umana. Cosa resta all’essere umano? Questa creatura naturale e teoricamente libera che si sta formando? Gli resta un giretto la domenica al parco urbano? Ć a questo che si riduce la vita? Cosa produce tutto questo? Cosa produce questa delega educativa che le famiglie danno ad istituzioni esterne? Per quel che ho visto sulla mia pelle, e vedo nei giovani in generale produce indifferenza e apatia alla vita, li vedo privati di ogni radice, in balia di unāapplicazione sullo smartphone nuovo, del giocattolo o la moda del momento, ecc. ecc. ecc. ecc., ma che senso ha tutto questo? SocietĆ , scuola e famiglia si accusano vicendevolmente di un declino che sembra inarrestabile.
Homeschooling, educazione parentale, sono solo parole, per me significa rompere lo schema, creare unāanomalia in una realtĆ oramai cristallizzata, una nuova variante di possibilitĆ di cui non conosco il risultato, ma il cuore e la mia parte più umana, quella che ancora crede alle utopie, mi spingono a percorrere, proprio per un senso di preservazione e protezione della vita. Quella vera.
Su una cosa devo correggerla Andrea, non ho ambizioni per i miei figli, mi interessa solo che trovino sĆ© stessi, la mia scolarizzazione ĆØ molto bassa, sono stato espulso dalla scuola per incompatibilitĆ e ho preso la terza media a 18 anni il resto l’ho appreso vivendo e approfondendo passioni, ma soprattutto non appartengo a nessuna Ć©lite, anzi, me ne dissocio, lāĆ©lite girano in SUV, fanno shopping, spesa alla coop, palestra e beauty farm. Le posso assicurare che le famiglie che conosco, che hanno scelto di non scolarizzare i figli sono ben lontane dallāĆ©lite, hanno rinunciato ai privilegi consumistici che questo sistema gli offriva, rivedendo le proprie abitudini di vita, impegnandosi continuamente in uno sforzo di conoscenza, coscienza ed evoluzione personale. Io, a cuore aperto, vista la sua esperienza di insegnante la invito a partecipare a qualche nostro incontro, per vedere con i suoi occhi e sentire personalmente certe emozioni, portando la sua esperienza in un contesto libero ai nostri ragazzi… Dove possano trovare sĆ© stessi e prepararsi a volare alto, come spetta ad ogni essere umano.
mauri.
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