La libertĆ delle piante
āPerciò se l’animo si distoglie dalle cose umane e si volge alle piante, agli animali e ai minerali non ĆØ affatto un errore, come a volte si sente dire quell’atto può essere il segno di un puro sforzo di autoconservazione, il desiderio di prendere parte a un’esistenza superiore. Se le fontane si disseccano, si va al fiume. LĆ non ĆØ necessario credere: il prodigio ĆØ palese. Quando tutto ĆØ silenzio le cose cominciano a parlare: pietre, animali e piante diventano fratelli e sorelle e comunicano ciò che ĆØ nascosto. Un arcobaleno invisibile circonda quello visibileā. Ernst Junger

Un pomeriggio freddo e soleggiato ha accolto nella splendida cornice di Villa Belfiore di Ostellato una ventina di partecipanti alla quarta lezione del percorso āLa chiave verdeā dedicato alle libere e alle radici commestibili. Dopo una passeggiata guidata da Fiorenza, naturopata, referente della cucina Kousminiana, esperta di erbe selvatiche che accompagnano da sempre i suoi piatti, il gruppo ha potuto scoprire nel manto erboso la presenza spesso ignota allāocchio poco attento dellāosservatore delle piantine che crescono selvaggiamente, senza bisogno di cure. Del tarassaco, della cicoria selvatica, della borragine, della silene, dellāacetosa, del cardo mariano, ma anche dei piuā noti fiori della violetta e della pratolina, che fanno capolino tra le loro foglie in un tappeto di biodiversitĆ , sono state individuate le proprietĆ culinarie.


Annalisa ha raccomandato di prestare attenzione quando si raccolgono erbe spontanee, di farlo possibilmente in luoghi vicini a casa per osservarne le fasi di crescita e la loro vicinanza ad erbe tossiche che puoā renderle pericolose per la salute, se gli esemplari si mescolano durante la raccolta e di rivolgersi, in caso di dubbio, ad esperti prima di metterle nei piatti o di assumerli come medicamenti.
Ha coinvolto i presenti in un approfondimento antropologico e botanico su alcune erbe incontrate in ambiente esterno: la borragine, la violetta, la calendula e il cardo mariano. Eā stato interessante apprendere che i sostenitori del fegato come lāortica, ricchissima in proteine ma anche immunomodulante e il cardo mariano, i cui semi tostati possono essere utilizzati per preparare una bevanda simile al caffĆØ di cicoria, sono a nostra disposizione dai tempi antichi.

Prendiamo la violetta, che non ĆØ soltanto un fiorellino che un tempo annunciava lāarrivo della primavera e che ora abbiamo notato aver assunto il carattere della perennitĆ , i suoi fiori possono essere canditi oppure utilizzati per profumare torte salate o dolci. Con la violetta possiamo dare colore agli alimenti e lo stesso possiamo fare con la calendula, nelle sue due tipologie arancione se āofficinalisā e giallo se spontanea. Grande protagonista nellāintervento di Annalisa ĆØ stata la borragine, usata in fitoterapia con il nome di borago officinalis. Borago rappresenta la contrazione di un termine arabo che significa āpadre del sudoreā Il nome deriva da una delle tante proprietĆ della pianta, di causare sudore, rimedio utilizzato nel passato per gli stati febbrili e per espellere le tossine dal corpo umano malato. I fiori della borragine sono commestibili ed i suoi semi, piuā pesanti di quelli del tarassaco, che assumono la forma di paracadute per colonizzare luoghi lontani, sono destinati a cadere vicino alla pianta madre per formare una grande famiglia matriarcale.

Questi doni della natura, non piegati dalle avversitĆ atmosferiche, fiere e forti nella loro identitĆ , indipendenti dalle cure dellāuomo, regine dellāabbondanza, rappresentano esempi di un cambiamento possibile nelle nostre abitudini di vita che ci hanno portato lontano dalle nostre radici. Recuperare le radici e le nostre tradizioni ci permette di ritrovare le nostre libertĆ . Recuperare e conoscerne i nomi ci permette di richiamare la loro energia.
Annalisa sarĆ ospite di Villa Belfiore per un corso di riconoscimento delle erbe spontanee, che si svolgerĆ nella mattinata del 5 marzo e si concluderĆ con un aperitivo a base di fermentati e preparazioni naturali.
Il percorso āLa chiave verdeā prosegue sabato 11 febbraio con il tavolo di confronto e di condivisione sullāarte nobile del rammendo creativo che ci permette di restituire vita e valore ai nostri amati abiti o indumenti. La creativitĆ , lāingegno e le nostre mani guidate da Gabriella imprimeranno entusiasmo e gioia allāatto di trasformazione di capi che non indossavamo più in beni preziosi e originali.

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