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La candelora

3 Febbraio 2025 | 0 Commenti
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CICLO ANNUALE, RITMI VITALI E CORSO DELLA NATURA
di Fabio Fioravanti


L’agricoltura ĆØ un’attivitĆ  strettamente correlata al ciclo delle stagioni, il quale ĆØ definito dal moto solare che durante il suo percorso annuale scandisce la successione ritmica e ciclica di vita, morte e rinascita della Natura. Per questo motivo molte delle principali festivitĆ  e ricorrenze annuali hanno una origine arcaica che affonda le proprie radici anche nel mondo contadino e rurale, avendo la funzione di scandire e celebrare il calendario esistenziale ed i lavori nei campi. Basti pensare che i primi calendari stellari avevano anche e soprattutto un utilizzo agricolo poichĆ© la conoscenza del ritmo annuale di sviluppo delle piante, e di pratiche come semina e raccolto, era in rapporto diretto con la posizione degli Astri (principalmente Sole e Luna).

Disegno di Viola Poggi

Va sottolineato appunto che gli esseri umani osservano attentamente le Stelle da migliaia di anni, e non dovrebbe sorprendere che l’astronomia fosse considerata importante giĆ  in epoche remote. Fino a tempi relativamente recenti la vita dipendeva dal prestare molta attenzione alle stagioni poichĆ© tutte le risorse dipendevano da esse, almeno alle latitudini più elevate. Certe ricorrenze dunque sono il frutto di una connessione con i cicli ed i ritmi naturali che purtroppo si ĆØ smarrita nella moderna civiltĆ , ed avrebbero la funzione di esprimere il senso ed il significato di un determinato periodo stagionale, rappresentando simbolicamente le forze che sono in gioco in una particolare fase annuale.

In tal senso si tratterebbe di cogliere e percepire una determinata atmosfera legata ad una particolare fase annuale, fino al punto di riconoscere connotati di natura spirituale (o significato superiore) come impronta delle forze che governano il vivente. Quest’ultimo aspetto era presente soprattutto nelle antiche civiltĆ .
ƈ interessante notare appunto che l’origine etimologica del termine ā€œannoā€ deriva da Ć nnus che significa cerchio o anello, in relazione alla circolaritĆ  del tempo e delle stagioni.

Le principali festivitĆ  avrebbero inoltre la funzione di marcare un determinato passaggio di stato all’interno della Natura riconoscendone le implicazioni e le sfumature.

Una delle fasi più attese soprattutto in epoche passate, e per questo maggiormente celebrate, ĆØ connessa proprio al risveglio della vita successivo alla ā€œmorteā€ invernale; risveglio dovuto alla rinascita del Sole, in quanto principale motore della vita sulla Terra, che ĆØ segnata dal Solstizio invernale.

Direttamente connessa a questo stadio di rinascita abbiamo dunque la Candelora, celebrata il 2 febbraio, che si trova perfettamente a metĆ  tra il Solstizio d’Inverno e l’Equinozio di Primavera. ƈ una fase di passaggio che anticipa l’arrivo della Primavera; anche se ci si trova ancora nel pieno della stagione invernale, da questo periodo ĆØ possibile intravedere l’arrivo del risveglio primaverile anche in virtù del prolungamento delle giornate. Ciò che era pienamente dormiente inizia dunque a dare segnali di risveglio e rinnovamento.


La Candelora trae origine dalla festa celtica Imbolc, e vuole rappresentare le DivinitĆ  portatrici di luce che si manifestano tramite il fuoco, incarnazione terrena della forza solare (il fuoco illumina e riscalda). Qui la vita ĆØ celebrata nella sua natura celeste che si esprime con sostanza pirica. Il fuoco ĆØ quell’elemento che trasforma la materia e s’innalza dal basso verso l’alto, e la sua azione si manifesterĆ  con la rinascita primaverile della vita attraverso lo sviluppo e la fioritura dei vegetali, quando la natura si trasformerĆ  appunto grazie al moto ascendente del Sole ed al suo calore sempre più intenso.


In Irlanda sono ancora presenti numerose strutture costruite migliaia di anni fa, come il sito di Loughcrew oppure la Collina di Tara, e altri siti archeologici il cui ingresso ĆØ orientato proprio verso la direzione di levata del Sole all’alba del 2 febbraio in modo che la luce solare illumini l’interno di queste costruzioni (megaliti, tumuli e Ringforts) in questa specifica circostanza. Si tratta in buona parte di sistemi di allineamento e puntamento astrale che avevano una funzione rituale in occasione di determinati momenti dell’anno. Tutto ciò evidenzia quanto fosse importante questa ricorrenza per le antiche civiltĆ  del Nord Europa.

Ma ĆØ alquanto interessante e suggestivo notare come anche in Italia vi siano strutture megalitiche realizzate migliaia di anni fa che avrebbero (tra le altre) anche la funzione di celebrare e scandire proprio la posizione del Sole in prossimitĆ  del 2 febbraio. Si tratterebbe del sito di Poggio Rota, definito ā€œStonehenge italianaā€ per via delle sue peculiari caratteristiche.

Tempio Astronomico di Poggio Rota


Si riportano di seguito alcuni brani tratti dal testo ā€œLe Porte Solariā€ di A. Bonifacio: Ā«In luogo di ciò qui ci si propone di guardare il cielo, per quanto possibile, con l’occhio della visione interiore, in cui il moto degli Astri mostra una liturgia retrostante cui l’uomo religioso tenta di accordarsi… al fine di individuare percorsi omologhi al ā€œcielo che ci portiamo dentroā€, secondo quella nota relazione microcosmo-macrocosmo…
A Poggio Rota però, singolarmente, sono stati realizzati puntamenti specifici anche per rilevare compitamente le stazioni intermedie del Sole. CosƬ il 2 febbraio, in coincidenza con l’attuale Candelora, il Sole cade in una fessura. Ciò dimostra una certa continuitĆ  millenaria tra alcune usanze cultuali relative a questo giorno che ha quindi goduto di un’importanza alquanto ubiquitaria. Esso ĆØ, infatti, lo stesso in cui i Romani celebravano i Lupercalia e, andando ancora più indietro nel tempo, si potrebbe pensare di associare all’evento descritto l’Oimelc celtico o Imbolc…».

Dunque la candela (da cui il termine Candelora) ĆØ assunta come simbolo e personificazione della luce e del calore. Con la Primavera si manifesteranno forze centrifughe cosƬ come avviene anche nella stessa fiamma che si sviluppa in modo ascendente, verso l’alto, mentre un antico motto alchemico recita che Ā«vivere ĆØ assorbire luceĀ» al fine di caratterizzare proprio l’assoluta importanza dell’attivitĆ  solare per il mantenimento della vita. ƈ altresƬ un invito a riflettere su come far vivere e nutrire la nostra luce interiore e illuminare il presente.

La Candelora viene celebrata esattamente 40 giorni dopo il Natale, ed ĆØ anch’essa una ricorrenza legata alla luce. ƈ un germe di ciò che si manifesterĆ , successivamente, nel corso dell’anno con la Pasqua e con San Giovanni (24 Giugno) attraverso il trionfo definitivo della luce sulla tenebra. L’origine arcaica della Candelora riporta altresƬ ad una fase di purificazione che anticamente era svolta nel mese di febbraio. Il nome del mese deriva appunto dal latino ā€œfebruareā€ che significa purificare. Anche il termine ā€œfebbreā€ ha la stessa radice etimologica poichĆ© grazie all’aumento della temperatura corporea si favorisce la sudorazione e la conseguente espulsione di tossine.

In questa epoca dell’anno ĆØ possibile iniziare la raccolta delle tipiche erbe spontanee primaverili ad azione depurativa. Si tratta di erbe per le quali si raccolgono le rosette basali con l’obiettivo di utilizzarle poi nell’alimentazione al fine di depurare l’organismo (in particolare il fegato appesantito dalla dieta invernale). Le rosette basali sono foglie disposte a raggera caratteristiche dello sviluppo primaverile di molte erbe; su tutte vi sono le cicorie primaverili note per la loro azione depurativa e disintossicante. La flora primaverile ad azione depurativa (foglie) può essere rappresentata principalmente dal Tarassaco, dalle Cicorie e dai Radicchi selvatici, dall’Ortica ed anche dalla Piantaggine (foto: Crepis vesicaria detta Radicchiella vescicosa).


Per la Candelora, inoltre, si raccoglieva la cenere della legna bruciata che aveva la funzione simbolica di auspicare la fertilità e la rinascita della vegetazione, poiché nei cicli biologici naturali è dalla morte che si può generare nuova vita (in questo caso la cenere svolgeva una rituale funzione fertilizzante). A tal proposito vedere anche il ciclo del detrito, o ciclo del carbonio.


Un’altra importante ricorrenza che anticipa e prepara il campo alla Candelora cade il 17 gennaio, ed ĆØ quella di Sant’Antonio. Nella religione cosmica universale, riti e tradizioni di questo periodo hanno radici profonde (come detto) nel mondo rurale e contadino legate al culto della vita, alla fertilitĆ , alla germinazione dei semi ed alla salute del bestiame. Questa stessa ricorrenza ĆØ dunque ancora oggi celebrata e vissuta intensamente in molte province soprattutto del Centro e del Sud Italia. Ed anche Sant’Antonio veniva associato a riti purificatori legati al fuoco, essendo il Santo portatore del fuoco in quanto simbolo di vita.


Per quanto riguarda la Candelora si tratta di un momento di passaggio che anticipa la fase di espansione primaverile, durante la quale si manifestano al massimo grado sviluppo e crescita della vegetazione (e dunque la ripresa della vita). E nella periodica alternanza stagionale di luce e tenebra la Candelora segna una svolta cruciale in direzione della luce primaverile, verso il rinnovamento dei cicli vitali.
Anche lo stesso Carnevale, successivamente, sancisce una sorta di ā€œliberazioneā€ dalla morsa e dai rigori dell’inverno. In epoche passate, quando certe comoditĆ  non erano cosƬ diffuse, questa fase era vissuta con grande gioia proprio perchĆ© ci si lasciava alle spalle il periodo più critico dell’anno.


Si tratta di celebrazioni che guardano ad un futuro luminoso, colorito e dinamico, incarnato dalla fase primaverile-estiva. Anticamente il Carnevale celebrava anche la ricreazione e la rigenerazione simbolica del Cosmo dopo il periodo di letargo e staticitĆ  invernale. Si tratta di ricorrenze che rientrano in un periodo assai più ampio di festivitĆ  che alludono al passaggio da un ciclo stagionale all’altro in relazione al corso del Sole. Non a caso in molti antichi calendari (anche in quello romano) il primo mese del nuovo anno era marzo, per via del passaggio del Sole dallo Zodiaco meridionale a quello settentrionale in occasione dell’Equinozio primaverile.


Purtroppo il progresso materiale ha svuotato di ogni significato le festivitĆ  principali, che sono ormai divenute solamente eventi di natura esclusivamente commerciale e consumistica. Mentre l’origine arcaica ed il senso profondo di queste ricorrenze avrebbe lo scopo di rimandare al significato superiore degli archetipi che il mondo attuale non sa più definire o contemplare. Festa come punto di contatto fra il dentro e il fuori. Archetipi e significati simbolici che hanno la funzione di penetrare nell’anima e agire su di essa, divenendo fattore di unione e incontro tra Microcosmo e Macrocosmo.


In tal senso dobbiamo vedere nel corso dell’anno la controimmagine del respiro della Terra, in quanto organismo vivente, con il ritmico alternarsi delle stagioni che si avvicendano, pulsando, tra la fase estiva (in un gesto di espansione) e la fase invernale (con un gesto di contrazione). Vita e morte che si manifestano a vari livelli, nell’ordine macrocosmico come nell’ordine microcosmico, che sono l’espressione stessa delle leggi che governano tutto l’insieme della manifestazione universale. Queste leggi sfuggono ai sensi, ma possono essere colte dalle facoltĆ  intellettuali e specialmente dalla nostra anima.

«Gli uomini devono reimparare a unire nel pensiero lo spirito e il corso della natura» R. Steiner (O. O. 223)

Fabio Fioravanti

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