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Fare vino, un’arte ancestrale

26 Febbraio 2024 | 0 Commenti
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IL VINO E’ UNA FORMA LIQUIDA DELL’ESISTENZA
CHE NASCE DAL FUTURO DELLA REALTA’
CHE VIVIAMO PER LA GIOIA DI RICORDARCI CHI SIAMO

Giorgio Mercandelli, vignaiolo

Fare vino ĆØ un’arte, richiede tempo, studio, pratica e intuizione. L’Italia ĆØ un Paese dall’ enorme ricchezza vitivinicola, grazie ai differenti terroir e produttori che presidiano e si prendono cura dei loro territori. Negli ultimi anni si ĆØ sviluppata ed ĆØ cresciuta una nuova filosofia produttiva, quella dei vini naturali, un approccio alla terra, cosƬ come in cantina, il meno interventista possibile. I vini naturali non necessariamente sono certificati biologici o biodinamici, cercano di utilizzare il minor numero di additivi e la minor manipolazione possibile.

Il vino naturale ĆØ ottenuto da un’agronomia il più possibile naturale che, come in biologico, escluda del tutto l’uso di pesticidi di sintesi, erbicidi o insetticidi.

Il vino naturale deriva da uve fermentate spontaneamente senza aggiunta di lieviti o enzimi o aiuti di altro tipo alla fermentazione.

Il vino naturale ĆØ ottenuto senza aggiunta di zuccheri o mosti concentrati o aggiunta di altri additivi.

Il vino naturale viene ottenuto senza chiarifiche o microfiltrazione.

I vini naturali vengono ottenuti in assenza o con una minima aggiunta di solfiti. Molti vini naturali vengono prodotti senza nessuna aggiunta di solfiti, ma si possono considerare naturali anche vini che abbiano quantitativi ridotti di solfiti aggiunti, che non dovrebbero superare i 60 mg per litro, ottenuti da 30 mg per litro di solforosa libera.

Jonhatan Nossiter, regista indipendente, in un articolo di Internazionale (5 febbraio 2019 https://www.internazionale.it/opinione/jonathan-nossiter/2014/02/05/vignaioli-e-registi-contro-la-crisi) scrive “Migliaia di agricoltori (tra cui molti neofiti che hanno abbandonato settori in agonia come il giornalismo, il cinema, la fotografia e le arti) si sono impegnati a produrre vino mantenendo un profondo rispetto per la storia locale. I viticoltori naturali hanno rifiutato il compromesso cinico e burocratico dei vini ā€œbiologiciā€ e sono riusciti a rinnovare una libagione che regala gioia e conforto da ottomila anni, voltando le spalle alle regole del mercato e condividendo un rispetto assoluto per la salute della terra e delle persone che ne berranno il frutto”

Aggiunge che “Non c’è da stupirsi se in Europa e in Nordamerica il numero di wine bar e ristoranti naturali sta crescendo vertiginosamente, grazie soprattutto a una generazione di giovani consumatori molto più consapevoli delle frodi commerciali rispetto a quelli della mia etĆ . Negli ultimi tempi ho notato con grande soddisfazione che un numero crescente di colleghi registi comincia, consapevolmente o meno, a seguire l’esempio dei viticoltori naturali, opponendosi a un sistema di produzione, distribuzione e marketing sempre più obsoleto, corrotto e cinico.”

Nel 2014 il regista ha realizzato un piccolo film che esce dagli schemi di mercato, animato unicamente dalla sua passione per il cinema e per il vino, e dalla capacitĆ  di entrambe di trasmettere la vita.Ā Resistenza naturaleĀ ĆØ stato proiettato per la prima volta al festival di Berlino accanto alle opere di Sachs, Ainouz, Stevens, anche loro registi indipendenti che hanno preso le distanze dall’industria cinematografica che sostiene opere sempre piu’ omologate. “Il film racconta la sinceritĆ  (una qualitĆ  diventata radicale) e il coraggio di quattro viticoltori naturali italiani (Elena Pantaleoni, Stefano Bellotti, Giovanna Tiezzi e Corrado Dottori) e di un geniale guardiano dell’arte cinematografica (Gian Luca Farinelli della Cineteca di Bologna). E celebra il fatto che in Italia la cultura contadina ĆØ sempre andata di pari passo con la cultura del cinema.”

Qui il link al trailer del film Resistenza naturale:

https://youtu.be/Oeso6gNKz1k?feature=shared

Giorgio Mercandelli, vignaiolo dell’Oltrepò pavese, ha dato vita ad un approccio vitivinicolo che si riflette nel vino biotico dove “l’artefice coltiva l’armonia della natura e la purezza dei frutti per trasferirla nella stessa purezza di un vino che realizza il gusto della sua storia nell’espressione unica e irripetibile di ogni bottiglia. Una realtĆ  dove l’autore si fa interprete della memoria che ogni pianta matura negli acini senza utilizzare qualsiasi tipo di sostanza o trattamento, che possa interferire sul suo naturale percorso, nĆ© in vigna nĆ© in cantina”. Dice Mercandelli in Terra Nuova di Marzo 2024 https://www.terranuova.it/Il-Mensile/OltreLePagine.-Alla-scoperta-dei-vini-alchemici “Ho sempre sognato di realizzare un vino che riflettesse l’esperienza della creazione ed ĆØ per questo ho cercatoĀ  di realizzarmi come artefice, cioĆØ come creatore di tutto il suo percorso.Ā  Il Vigneto ĆØ un dominio di coerenza che possiede la forza armonia e praticheĀ che interagiscono con la vita degli insetti, dei fiori, delle erbe spontanee interagiscono con la stessa vita delle piante che si cerca di proteggere. Spesso le parole come varietĆ  e territorio sono interpretate da definizioni puramente commerciali per cui nascono dalla tecnica sviluppata in cantina e nel vigneto. I vecchi Vigneti non si arrendono, ma hanno una forza che supera i confini del tempo. A me piace recuperare la loro storia e lo faccio attraverso una lunga fermentazione che riporta la loro esperienza dall’invisibile al visibile, dalla luce al vino, in cui continua ad esprimersi nel gusto di ogni bottiglia.Ā  Il vino biotico riflette la consapevolezza di chi supera il senso di un’agricoltura basata sulla forza delle reazioni chimiche e va verso un agricoltura fondata sull’armonia di una relazione col vigneto, in cui nessuna sostanza o trattamento può influenzare il destino del suo naturale percorso fino alla bottigliaā€.

Poesia, cinema, arte, alchimia, il vigneto appare un luogo magico da cui uomo e natura traggono un miracolo! PerchĆØ non viverlo e sperimentarlo? Se non dal vivo attraverso i film. Un film consigliato dello stesso autore di Resistenza naturale, Jonathan Nossiter ĆØ Mondovino del 2004.

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