Scuola Viva
Nelle linee guida del MIUR per la riaperture delle scuole a settembre, si indica la ripartenza, come āil volano dellāinnovazioneā, senza considerare che le attivitĆ didattiche in presenza, sono rimaste sospese per un lungo periodo e si rende necessario un piano didattico-pedagogico per il rientro. Non sembra ci sia nulla di nuovo nel documento, solo categorie mentali obsolete, con le quali si pensa di affrontare un periodo complesso, come il post-pandemia. Lāinnovazione, cui si aspira, fa affidamento principalmente su aspetti organizzativi: risorse economiche, tecnologia, nuove assunzioni, arredi, formazione sulla sicurezza e sulle nuove tecnologie. Strumenti di tutto rispetto, ma incompleti e del tutto privi della lungimiranza e dei valori educativi, che dovrebbero ispirare gli interventi rivolti ad una scuola in grande difficoltĆ .
Per Makiguchi (2000, p.14), āil significato dellāeducazione sta nellāindirizzare verso attivitĆ creatrici di valore, utili, lāesuberante energia vitale dei giovani che si disperde in attivitĆ pericoloseā e āsviluppare il carattere necessario a diventare membri attivi e creativi di una societĆ ā. Nel fare questo, i soggetti stessi trovano la felicitĆ (pag.15 op.cit.). Scrive ancora il pedagogista: Ā«Dove si trova, allora, la nostra felicitĆ ? Essa proviene unicamente dalla condivisione di gioie e dolori con gli altri e con la collettivitĆ intera. Ć essenziale, dunque, che ogni vera idea di felicitĆ racchiuda un serio impegno a partecipare alla vita socialeĀ» (ibidem p.10). Si puoā parlare oggi di una scuola che educa alla felicitĆ e attenta ai valori e allo sviluppo del carattere, a trarre piacere dalle cose giuste come affermava Aristotele?
Il 22 maggio 2018 il Consiglio europeo, ha adottato la Raccomandazione relativa alle competenze chiave per lāapprendimento permanente. Nella versione aggiornata si trova un nuovo punto significativo in cui si afferma che: Ā«nell’economia della conoscenza, la memorizzazione di fatti e procedure ĆØ importante, ma non sufficiente per conseguire progressi e successi. AbilitĆ quali la capacitĆ di risoluzione di problemi, il pensiero critico, la capacitĆ di cooperare, la creativitĆ , il pensiero computazionale, l’autoregolamentazione sono più importanti che mai nella nostra societĆ in rapida evoluzione. Sono gli strumenti che consentono di sfruttare in tempo reale ciò che si ĆØ appreso, al fine di sviluppare nuove idee, nuove teorie, nuovi prodotti e nuove conoscenzeĀ». Tali obiettivi ambiziosi, non potranno essere raggiunti se la scuola non diverrĆ il punto di incontro delle realtĆ che animano il territorio in cui ĆØ collocata, se lāapprendimento non avverrĆ in una pluralitĆ di contesti, se non riconoscerĆ il ruolo centrale degli interessi e della dignitĆ dello studente, se non si promuoverĆ una cultura dellāintegrazione. Le potenzialitĆ degli strumenti digitali quali lāaccesso libero e universale a risorse e servizi, il miglioramento della qualitĆ dellāapprendimento e le collaborazioni a distanza, saranno ulteriori fonti di diseguaglianze sociali, un ostacolo al āpieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paeseā, come recita il tanto richiamato ed inattuato articolo 3 della nostra carta costituzionale. Le carenze delle competenze digitali anche della classe docente, impegnata a coprire il vuoto della sospensione delle lezioni con interventi improvvisati, dettati da una situazione di emergenza, non sono state colmate e non lo saranno nella lunga estate in cui saranno del tutto interrotti i contatti con gli studenti. Non ĆØ sufficiente sapere condurre lezioni frontali online, occorre un piano educativo e-learning. La crisi sanitaria ha svelato le criticitĆ del sistema scolastico italiano.
Il ritorno a scuola a settembre non vedrĆ cambiamenti di sorta nelle modalitĆ di insegnamento nĆØ di apprendimento : la scuola, a parte alcune eccezioni, si nutre di scarse risorse finanziarie ed ĆØ quasi isolata dal contesto sociale in cui si trova, per questo ĆØ impossibilitata a realizzare il salto di qualitĆ nei processi educativi e formativi, che sarĆ reso possibile soltanto attraverso un piano educativo condiviso in cui āscuola, famiglia e comunitĆ assumano ciascuna una specifica responsabilitĆ ā (ibidem, Prefazione di D.M.Bethel, p.XVI). Nel quadro di riferimento in allegato alla citata Raccomandazione del Consiglio europeo, si ampliano i riferimenti a Ā«una vita fruttuosa in societĆ pacifiche ⦠uno stile di vita sostenibile ⦠una gestione della vita attenta alla saluteĀ», e si sottolinea che le competenze si apprendono, oltre che a scuola, Ā«in tutti i contesti, compresi la famiglia, la scuola, il luogo di lavoro, il vicinato e altre comunitĆ Ā». Il Consiglio europeo ha cosƬ riaffermato, le penetranti idee di Machiguchi, che moriā in carcere per aver difeso strenuamente la sua proposta di una pedagogia creatrice di valore, contrapposta ad un sistema scolastico statale ispirato al nazionalismo militarista del Giappone di fine ottocento inizi novecento.
Nella scuola del nuovo millennio, siamo ancora lontani dallā interpretare la conoscenza come fatto sociale: lāapprendimento cooperativo richiede un nuovo approccio alla didattica, sia da parte dei docenti, non sempre inclini alla collaborazione, sia da parte degli studenti inquadrati in posizioni rigide che offrono loro un rifugio sicuro nella relazione stretta tra prestazione e voto, e tra programma ministeriale svolto e imparato e lāefficacia dellāazione didattica.
Insegnare non ĆØ riempire la testa degli studenti con nozioni ma ā guidarli nello sforzo per lāautomiglioramento, stimolando la loro naturale curiositĆ ā (ibidem Prefazione di D.M. Bethel p.XV). I libri di testo che costituiscono un ottimo punto di partenza, trasmettono un sapere parziale, da arricchire con nuove forme di apprendimento da stimolare attraverso Progetti di PCTO strutturati, monitorati e valutati con molta attenzione: dalle attivitĆ in famiglia e allāinterno del gruppo sociale, alle forme di collaborazione e cooperazione nella scoperta del sapere, alle pratiche educative e didattiche svolte nellāambiente āoutdoorā, allo sviluppo delle soft skills. Lāempatia come ācontinuo scambio tra me stesso e gli altri basato su un reciproco darsi dal cuoreā (M.B. Rosenberg, 2003), ālāautoascolto, lāautocontrollo e la consapevolezza di sĆØā (V.Giacomin, L.De Biasi, 2011), la solidarietĆ arricchiscono lāessere umano e lo rendono disponibile ad affrontare ambienti di lavoro complessi.
Nelle āclassi pollaioā la libera espressione, lo scambio di opinioni, il dialogo, le capacitĆ creative, sono sacrificate dalla richiesta di regole di comportamento rigide e dalla trasmissione di contenuti privi di vitalitĆ . In tutto questo, non vi ĆØ formazione di coscienza sociale. āTrasformare i sudditi in cittadini ĆØ miracolo che la scuola puoā compiereā (P.Calamandrei – Discorso a difesa della scuola pubblica – 11 febbraio 1950) ma per fare questo āLāeducazione dovrebbe inculcare lāidea che lāumanitĆ ĆØ una sola famiglia con interessi comuni. Che di conseguenza la collaborazione ĆØ più importante della competizioneā (B. Russell – Bertrand Russell dice la sua- Longanesi – 1968).
Cosa puoā fare il docente alla riapertura della scuola per utilizzare lā e-learning, come punto di incontro tra il web, ambiente aperto e universale e la centralitĆ dellāallievo nel suo processo di acquisizione delle competenze? Come puoā il docente diventare il facilitatore di nuovi ambienti di apprendimento e progettare insieme agli studenti il cambiamento? Come puoā guadagnarsi il coinvolgimento degli studenti nella ricerca della libertĆ di manifestare pienamente se stessi? Due sono le sollecitazioni da proporre, non esaustive, la prima, proveniente dalla voce di Don Milani āSpesso gli amici mi chiedono come faccio a far scuola. [ā¦] Sbagliano la domanda, non dovrebbero preoccuparsi di come bisogna fare scuola, ma solo di come bisogna essere per poter fare scuolaā (M. Lancisi – 2016). La seconda esce dalla penna di Gherardo Colombo: āLāeducazione ĆØ un percorso che permette alla persona di realizzarsi. Quindi in questo caso Ā«educareĀ» vuol dire Ā«accompagnare la capacitĆ di esercitare la libertĆ Ā».(G. Colombo, I. Passerini – Imparare la libertĆ – 2013).
L. C. (CDS , 2019)
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