Quando l’uomo rinuncia alla trascendenza, a quell’indefinito “oltre” che c’è dietro il velo del tangibile e della conoscenza… quell’impalpabile oltre che non può essere descritto ma solo percepito come sensazione… quando smette di credere alla magia dell’universo cercando di codificarlo, quando ricerca solo il capire, codificando l’amore e la psiche e disdegna il sentire, allora ha rinunciato alla parte più nobile e pura di se… ha rinunciato alla SCINTILLA DIVINA. Ha rinunciato ad essere una scheggia di infinito che si muove nello spazio, HA PERSO IL DIRITTO DIVINO CHE REGGEVA LA SUA LIBERTÀ, può solo cadere dall’Olimpo sprofondando nella materia, invischiato nella paura di perdere il corpo fisico morendo per un colpo di tosse.
Vivrà terrorizzato all’idea di perdere le ulteriori sicurezze che ha costruito intorno al suo corpo fisico, casa, ruoli, macchina, comfort… e per queste sarà disposto a vendere l’anima al diavolo… accettando la sua messa in schiavitù.
LA RINUNCIA ALLA LIBERTÀ È LA RINUNCIA A DIO.
Smettere di percepire questo spazio dimensionale oltre il corpo fisico, oltre il tangibile e misurabile, rinunciare ad essere una scheggia di DIO, un’emanazione dell’amore universale in qualsiasi forma lo/la si voglia rappresentare, questa è la caduta degli Dei. La caduta della nostra divinità interiore. La nostra civiltà sta vivendo questo, per questo sta accettando l’inimmaginabile, non ha più una vita da difendere, non ha più un sogno oltre i beni di consumo, l’estetica e l’ultima esperienza gastronomica…
A parte le piccole nicchie di resistenza esistenziale e spirituale sparse qua e la, la massa si muove all’interno di questa bolla privata di “senso” e direzione rotolando su se stessa…
mauri
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