Le vigne abbandonate: un patrimonio da salvare
Le vecchie vigne rappresentano un patrimonio di valore inestimabile, sono custodi silenziose della storia di un territorio, dellāevoluzione della viticoltura e dell’agricoltura nel suo complesso. Lo stato di abbandono in cui ĆØ tenuta una buona parte delle vigne antiche si rispecchia nella scarsa considerazione in cui teniamo oggi i nostri anziani, che dovrebbero al contrario essere considerati preziosissimi per la nostra evoluzione umana, in quanto patrimonio e testimonianza inestimabile di saggezza e di conoscenza.
Le vigne antiche sono testimonianze eroiche della storia contadina e hanno il potere di fornire uve di qualitĆ superiore, di sapori forti dimenticati che fanno riaffiorare nella memoria ricordi assopiti….quegli odori inconfondibili dell’autunno in arrivo, quando per alcuni giorni l’aria era satura del profumo intenso e pungente del mosto. La vendemmia era un momento di festa seguita dalla pigiatura affidata ai piedi di donne e bambini. Poi il mosto per una magica alchimia diventava vino…



Riccardo ĆØ il vignaiolo di Borgo Vivo. Produce vino naturale che sa di uva appena raccolta…Riccardo raccoglie uva dal suo vigneto familiare e dai vigneti di amici che gli donano l’uva del loro vigneto, che non riescono a raccogliere.






Di recente ci siamo imbattuti in alcune vecchie vigne abbandonate intorno a Borgo Vivo dai proprietari che non hanno tempo per curarle. Queste piante resistenti continuano a produrre quantitĆ generose di uva saporitissima.
Si tratta di vigne di uva clinton e di uva fragola, ogni casa contadina ne aveva almeno una.
Oggi la vigna abbandonata viene estirpata per lasciare il posto ad altre coltivazioni che richiedono attenzione e manutenzioni minori, la vigna al contrario ĆØ una creatura che richiede di essere osservata, frequentata e curata.
La longevità della vigna consente alle radici di esplorare terreni più profondi, assorbendo minerali e nutrienti difficili da reperire che si trasmettono ai grappoli e si riflettono nei sapori complessi e intensi del vino, testimoniando la ricchezza del terroir in cui la vite è cresciuta.
La adattabilitĆ delle vigne antiche ai cambiamenti ambientali ĆØ un indicatore della loro forza e resilienza, rendendole preziose per una viticoltura sostenibile e di qualitĆ .
Lāutilizzo delle vecchie vigne risale a epoche antiche, quando i viticoltori scoprirono che le vigne più anziane, sebbene meno produttive, potevano offrire vini con aromi e sapori inconfondibili. Per questo, nel tempo, la conservazione di queste vecchie vigne ĆØ diventata un simbolo di rispetto per la terra e per le tradizioni, un ponte tra passato e presente e quindi un patrimonio vegetale e culturale inestimabile.
Alcune viti anziane hanno dimostrato una notevole resistenza a malattie comuni grazie alla loro adattabilitĆ e allāevoluzione naturale, dallāaltro possono essere soggette a condizioni come il ābraccio mortoā o il Mal dellāEsca, patologie causate principalmente da funghi, che attaccano il tessuto legnoso della pianta, causando marciumi, necrosi delle foglie, riduzione e progressiva assenza di grappoli ed infine la morte della vite affetta. Alcune piante incontrate durante la vendemmia hanno evidenziato questo problema.
Le vecchie vigne rappresentano una componente chiave nella produzione di vini di alta qualitĆ . Grazie alla loro etĆ e alle caratteristiche uniche che sviluppano nel corso degli anni, queste vigne hanno un impatto significativo sia sul profilo aromatico sia sulla struttura dei vini, contribuendo a creare prodotti distintivi e ricercati, e soprattutto naturali.
Oggi assistiamo a colture intensive di vigne, che vanno a sostituire i frutteti per via del guadagno derivante dalla vendita del vino commerciale. Il culto del vino oggi ha portato alla diffusione di prodotti altamente sofisticati e omologati, che non tengono conto delle peculiaritĆ delle stagioni che attraversano, nĆØ del terroir in cui sono stati ospitati, ma rispondono semplicemente alle richieste del mercato. Il mercato ha trasformato un bene alimentare vivo e nutriente, un tempo visto come un sostituto dei pasti, in un bene voluttuario, che deve rispettare delle regole precise per essere messo in commercio, spesso dettate dalle mode del momento influenzate da sommeliers seducenti.
Ogni annata si contraddistingue dalle altre rilasciando al vino peculiarità uniche. Le vecchie vigne influenzano notevolmente il corpo e la struttura del vino. La produzione limitata di uva, tipica delle viti più anziane, porta a una maggiore concentrazione di sostanze nutritive nei grappoli.
Noi vignaioli alle prime armi insieme ai maestri vignaioli di Borgo Vivo, siamo convinti che la conservazione e la valorizzazione delle vecchie vigne, siano non solo un atto di rispetto verso la storia e la tradizione vinicola, ma anche un investimento nella qualitĆ e nellāunicitĆ del vino prodotto. Attraverso la cura e l’attenzione, queste viti anziane continuano a raccontare storie del terroir, trasmettendo la loro ereditĆ attraverso ogni bottiglia.
Ci stiamo impegnando a salvare le vigne che ci hanno donato piu’ di 150 kg di uva saporitissima e stiamo aprendo collaborazioni con i loro proprietari. Vogliamo assicurare che la loro ereditĆ e il loro contributo al mondo del vino continuino a fiorire, offrendo esperienze sensoriali uniche e irripetibili ai futuri amanti del vino.



Al momento siamo in quattro, ma sappiamo che tanti altri sono attratti dal mondo magico della vigna.
L’Uva e il Vino sono elementi inscindibili tra loro. Entrambi sono ricchi di significati archetipici profondi che vanno a toccare il ciclo della Vita stesso.
La Vendemmia oltre ad essere una festa, ĆØ un vero e proprio rituale sacro. Coincide con l’inizio del periodo autunnale, che rappresenta la discesa dell’ombra e del buio sull’uomo e sulla natura per favorire quel processo di introspezione che permette, attraverso i ritmi lenti e la riflessione, il recupero di energie per affrontare il risveglio successivo alla nuova luce.




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