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Clinton, non solamente il cognome di un presidente.

15 Novembre 2023 | 0 Commenti
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Esigenza e virtù, diffusione e smantellamento delle coltivazioni di ā€œvitigni ibridi americani produttori diretti

di Riccardo Ferioli

Attorno alla seconda metĆ  del 1800 si diffusero, gradualmente ma inesorabilmente, nei vigneti di tutta Europa tre principali infezioni parassitarie; veri e propri flagelli che nell’arco di pochi anni causarono danni epocali all’interno degli areali agricoli vitati. Oidio e Peronospora, di origine fungina;  Fillossera, causata da un insetto praticamente invisibile ad occhio nudo che crea escrescenze dovute alla sua puntura delle parti vegetali.  Le piante di vite europea denotano fumaggine e fessurazione degli acini di uva in seguito al proliferare di Oidio, disseccamento dei grappoli (dall’epoca della fioritura in poi) a causa della Peronospora, deperimento sistematico dell’apparato radicale in caso di attacco da parte dell’afide responsabile della Fillossera

Dopo approfonditi studi ed osservazioni, a cavallo del 1900 gli esperti dell’epoca in materia individuarono il rimedio ovvero sostituire i vigneti di vite europea (allora a piede franco) con nuovi impianti costituiti da vitigni ibridi americani. Questi ultimi risultano immuni da Oidio e Peronospora, inoltre non soccombono in caso di Fillossera la quale ne attacca parzialmente solamente l’apparato fogliare. La diffusione di Clinton, Bacò, Isabella, Concord, Noah, ma anche Villard Blanc (conosciuta come Uva Francese) e altri, fu veloce per l’esigenza di sostentare una popolazione martoriata dalla guerra e un’economia rurale ridotta ai minimi termini.

Durante la prima metĆ  del 1900 l’elevata produzione dei vini cosƬ ottenuti e l’esigua quotazione dei relativi prezzi indusse a considerare la loro qualitĆ ; motivazioni derivanti dal grado alcolico non elevato, che quindi ne limitava la durabilitĆ , nonchĆ© specifici marcatori organolettici (definiti ā€foxyā€) portarono le autoritĆ  ad una valutazione negativa al confronto delle caratteristiche relative ai vini ottenuti dalla precedente coltivazione delle viti europee.

Nel 1936 il regime fascista decretò fuori legge la coltura dei vitigni ibridi produttori diretti. N.D.R. Motivazioni inerenti all’aspetto salutistico, che considerino il livello di metanolo contenuto nei vini prodotti dai vitigni proibiti, in seguito a recenti ed approfonditi esami di laboratorio non hanno avuto riscontro. 

Anche in questo frangente insigni ricercatori individuarono quale dovesse essere il futuro della viticoltura; piante di vite innestate cosƬ composte: apparato radicale da viti americane (resistente alla Fillossera) e parte aerea da vite europea delle diverse, apprezzate, varietƠ che tutti oggi conosciamo.

Dall’inizio degli anni 2000 presso i vivaisti specializzati sono moltiplicate e quindi disponibili barbatelle di vite (cosƬ sono chiamate le piccole piante) ottenute con metodologie biomolecolari da ulteriori incroci fra varietĆ  resistenti alle principali avversitĆ . Queste nuove varietĆ , identificate dall’impronunciabile acronimo tedesco ā€œPIWIā€, offrono buona resistenza alle infezioni parassitarie unitamente a livelli qualitativi del vino simili a quelli ottenuti dalle piante di vite europea.

   

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