Esigenza e virtù, diffusione e smantellamento delle coltivazioni di āvitigni ibridi americani produttori diretti
di Riccardo Ferioli
Attorno alla seconda metĆ del 1800 si diffusero, gradualmente ma inesorabilmente, nei vigneti di tutta Europa tre principali infezioni parassitarie; veri e propri flagelli che nellāarco di pochi anni causarono danni epocali allāinterno degli areali agricoli vitati. Oidio e Peronospora, di origine fungina; Fillossera, causata da un insetto praticamente invisibile ad occhio nudo che crea escrescenze dovute alla sua puntura delle parti vegetali. Le piante di vite europea denotano fumaggine e fessurazione degli acini di uva in seguito al proliferare di Oidio, disseccamento dei grappoli (dallāepoca della fioritura in poi) a causa della Peronospora, deperimento sistematico dellāapparato radicale in caso di attacco da parte dellāafide responsabile della Fillossera


Dopo approfonditi studi ed osservazioni, a cavallo del 1900 gli esperti dellāepoca in materia individuarono il rimedio ovvero sostituire i vigneti di vite europea (allora a piede franco) con nuovi impianti costituiti da vitigni ibridi americani. Questi ultimi risultano immuni da Oidio e Peronospora, inoltre non soccombono in caso di Fillossera la quale ne attacca parzialmente solamente lāapparato fogliare. La diffusione di Clinton, Bacò, Isabella, Concord, Noah, ma anche Villard Blanc (conosciuta come Uva Francese) e altri, fu veloce per lāesigenza di sostentare una popolazione martoriata dalla guerra e unāeconomia rurale ridotta ai minimi termini.
Durante la prima metĆ del 1900 lāelevata produzione dei vini cosƬ ottenuti e lāesigua quotazione dei relativi prezzi indusse a considerare la loro qualitĆ ; motivazioni derivanti dal grado alcolico non elevato, che quindi ne limitava la durabilitĆ , nonchĆ© specifici marcatori organolettici (definiti āfoxyā) portarono le autoritĆ ad una valutazione negativa al confronto delle caratteristiche relative ai vini ottenuti dalla precedente coltivazione delle viti europee.
Nel 1936 il regime fascista decretò fuori legge la coltura dei vitigni ibridi produttori diretti. N.D.R. Motivazioni inerenti allāaspetto salutistico, che considerino il livello di metanolo contenuto nei vini prodotti dai vitigni proibiti, in seguito a recenti ed approfonditi esami di laboratorio non hanno avuto riscontro.

Anche in questo frangente insigni ricercatori individuarono quale dovesse essere il futuro della viticoltura; piante di vite innestate così composte: apparato radicale da viti americane (resistente alla Fillossera) e parte aerea da vite europea delle diverse, apprezzate, varietà che tutti oggi conosciamo.
Dallāinizio degli anni 2000 presso i vivaisti specializzati sono moltiplicate e quindi disponibili barbatelle di vite (cosƬ sono chiamate le piccole piante) ottenute con metodologie biomolecolari da ulteriori incroci fra varietĆ resistenti alle principali avversitĆ . Queste nuove varietĆ , identificate dallāimpronunciabile acronimo tedesco āPIWIā, offrono buona resistenza alle infezioni parassitarie unitamente a livelli qualitativi del vino simili a quelli ottenuti dalle piante di vite europea.
Ecco serviti in tavola, o meglio nel bicchiere, i nuovi vitigni ibridi produttori diretti.
Ergo, prosit.

Lascia un commento: