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Il trionfo della luce

21 Giugno 2025 | 0 Commenti
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LE ERBE DEL SOLSTIZIO D’ESTATE

di Fabio Fioravanti


Il 24 giugno si celebra San Giovanni Battista. In questa fase annuale assistiamo al trionfo della luce che, anche simbolicamente, rappresenta il trionfo della vita. ƈ l’affermazione della luce sulla tenebra. Questa ricorrenza ci ricorda che la natura si trova in uno stato di massima espansione determinata dal moto solare poichĆ© in questo particolare momento annuale il Sole si trova nel punto più elevato della sua orbita. Essendo il Sole il motore principale della vita assistiamo dunque ad una vera e propria esaltazione delle forze vitali della natura. ƈ per questo motivo che molte tradizioni legate a San Giovanni hanno una forte affinitĆ  con la vita e, soprattutto, con la guarigione.
Le erbe e le piante che fioriscono o che si raccolgono in questa particolare epoca annuale incarnano ed assimilano proprio le forze connesse al Sole ed alla vita (e ne manifestano le virtù) poichĆ© l’atmosfera di San Giovanni ĆØ un’atmosfera particolarmente ricca di luce: il 21 giugno ĆØ il giorno più lungo dell’anno proprio perchĆ© il Sola raggiunge il suo punto più alto nel cielo.
Per quanto riguarda le erbe basti pensare all’Iperico ed alle sue proprietĆ  (antinfiammatorio, cicatrizzante, antidepressivo e ansiolitico). Per non parlare dell’Equiseto oppure del Cardo mariano, o di altre erbe medicamentose, senza dimenticare le Labiate come Lavanda, Salvia e Rosmarino definite anche ā€œpiante del caloreā€ per via del contenuto di oli essenziali.
Molte pratiche tramandate da tempi remoti hanno proprio l’obiettivo di cogliere e fissare gli importanti benefici connessi alle virtù solari; su tutte vi ĆØ la raccolta e l’impiego della rugiada che si sviluppa proprio durante la notte di San Giovanni, in prossimitĆ  del Solstizio estivo. Si tratta di un’acqua particolarmente ā€œcarica di luceā€. Questa rugiada verrĆ  anche impiegata per l’allestimento di lievito madre energico e vitale, che potrĆ  favorire la miglior lievitazione del pane, oppure sarĆ  utilizzata nella produzione della famosa acqua di San Giovanni tramite l’impiego di erbe e fiori raccolti in prossimitĆ  del Solstizio estivo.
Fin dall’antichitĆ  i due Solstizi rappresentano i pilastri dell’anno simboleggiando la morte e la rinascita del Sole, con il Solstizio d’estate che segna l’inizio del suo cammino discendente. Dopo il raggiungimento del suo apice, questa fase segna dunque l’inizio del percorso calante, e l’accensione rituale di fuochi e falò aveva lo scopo di sostenere, reggere o comunque rinforzare il grande Astro dispensatore di vita, luce e calore in prossimitĆ  del suo giro di boa in direzione calante verso gli ā€œinferiā€ (cioĆØ il buio e il freddo invernale). Da questo momento le giornate inizieranno lentamente ad accorciarsi.
Il termine Solstizio deriva da ā€œSol-stitiumā€ che significa letteralmente Sole fermo, Sole che staziona, o immobile, poichĆ© nel suo moto apparente il Sole sembra fermarsi per un breve periodo prima di riprendere la propria corsa. Ciò che accade con il movimento del pendolo che, tra un’oscillazione e l’altra, si ferma per un brevissimo istante prima di cambiare il proprio senso di marcia. Questa apparente fase di ā€œstallo del Soleā€ interessa il periodo che va dal 21 al 24 giugno, data questa nella quale si celebra appunto San Giovanni Battista. Il 24 giugno sarĆ  il giorno in cui il Sole ā€œtorna indietroā€ invertendo la sua direzione di marcia. Il fuoco celebra anche la luce ed il calore necessari per lo sviluppo e la maturazione di semi, frutti e cereali.
LE ERBE PRIMAVERILI
Dunque nel mese di marzo, tra la fine dell’inverno e l’inizio della primavera, avremmo le migliori condizioni per la raccolta di erbe depurative che si trovano allo stadio di foglia, come il Tarassaco e le svariate Cicorie primaverili che si trovano nella fase di sviluppo della rosetta basale (disposizione a raggiera delle foglie situata a livello del terreno, alla base della pianta). Nei mesi di marzo e aprile ĆØ possibile raccogliere anche l’Ortica, una pianta dalle innumerevoli indicazioni terapeutiche che possono essere riepilogate in azione tonica, diuretica e antinfiammatoria. Ma il bello di questa specie, come di altre, ĆØ che può essere utilizzata con successo anche in cucina essendo pure di facile digestione. Le foglie, e più in generale le parti aeree, sono ricche di clorofilla e contengono silice (0,9-1,8%), flavoniodi, composti minerali, vitamine (A, B2, C, acido folico etc.) e tanti altri costituenti. Si ricorda che la clorofilla possiede una formula chimica simile a quella dell’emoglobina umana da cui si differenzia solamente per la presenza dell’atomo di magnesio al posto di quello del ferro. Questa pianta ĆØ davvero una benefattrice, ed ĆØ sempre stata considerata una pianta speciale!
Altre erbe primaverili sono il Grespino (Sonchus oleraceus), l’Aspraggine (Picris hieracioides), il Rosolaccio (Papaver rhoeas) e diverse Radicchielle. Tutte da gustare in cucina tramite una infinitĆ  di ricette.
ERBE E FIORI DEL SOLSTIZIO ESTIVO
Nei mesi successivi si passa dalle foglie ai fiori. Vi saranno dunque le condizioni idonee per la raccolta delle sommitĆ  fiorite e dei fiori nel loro periodo balsamico. Soprattutto nei mesi di maggio e giugno, compatibilmente con le condizioni climatiche presenti nelle varie Regioni italiane.
ƈ proprio in questa fase annuale che le forze della Terra salgono verso il Cielo venendo intessute dal Sole di una lucentezza scintillante e dorata, per poi essere nuovamente riconsegnate alla Terra fra l’estate e l’autunno sottoforma di frutti, semi e bacche.
Le cosiddette ā€œerbe di San Giovanniā€ si possono dunque raccogliere in questa epoca annuale poichĆ© ci si trova nel periodo più indicato per potersi avvalere delle loro virtù connesse all’impiego della parte epigea (cioĆØ le sommitĆ  fiorite). Tra queste figurano l’Iperico, l’Artemisia (Artemisia vulgaris), la Lavanda, la Salvia, i fiori dell’Aglio ed altre specie ancora come la Malva, il cui periodo di fioritura può essere anche molto prolungato (l’epoca di fioritura delle diverse specie può variare in funzione della varietĆ , delle condizioni pedoclimatiche e dell’esposizione). Si possono raccogliere le sommitĆ  fiorite di altre Labiate, le piante del calore per eccellenza, oppure anche dell’Elicriso, una straordinaria pianta medicinale ricca di proprietĆ  terapeutiche, oltre ai fiori dell’Achillea. Grazie alla fioritura che va dalla primavera all’autunno può essere citata anche la Calendula; davvero una pianta bella e utile dalle molteplici proprietĆ . Il suo fiore color giallo-arancione ĆØ definito anche ā€œfiore del Soleā€ (sembra essere davvero la controimmagine del Sole).
Tra queste ed altre ā€œerbe di San Giovanniā€ la più rappresentativa ĆØ probabilmente l’Iperico, le cui cime fiorite sono particolarmente apprezzate per la realizzazione di oleoliti per uso esterno, soprattutto per la cura della pelle, dalle proprietĆ  antinfiammatorie, lenitive e cicatrizzanti. Comunemente noto, appunto, col nome di Erba di San Giovanni ĆØ definito anche ā€œScacciadiavoliā€ per via del particolare rapporto con la radiazione luminosa presente in questa fase annuale, ed anche per le sue proprietĆ  antidepressive e curative.
Merita invece una citazione speciale la pianta dell’Equiseto (Equisetum arvense) la cui parte epigea (lo stelo con le sue particolarissime foglie) va raccolta proprio tra giugno e luglio, per via delle sue notevoli proprietĆ , sia come impiego terapeutico per uso interno che per uso esterno. Questa specie dispone inoltre di una importante attivitĆ  rimineralizzante utile proprio durante la stagione calda. Oltre a ciò, questo autentico fossile vivente ĆØ ampiamente utilizzato in agricoltura biodinamica come preventivo nel controllo delle patologie fungine grazie all’abbondanza di silicio. Per questo l’Equiseto ĆØ definito anche ā€œpianta di luceā€ in grado di incarnare al meglio le forze attive in prossimitĆ  del Solstizio estivo. Silicio che lo stesso Rudolf Steiner definƬ ā€œluce condensataā€ per via delle sue peculiari caratteristiche.
Per meglio comprendere le caratteristiche di questa pianta si riportano di seguito alcune righe tratte dal Dizionario di Fitoterapia e Piante Medicinali di Enrica Campanini (Edizioni Tecniche Nuove): ā€œUn importante capitolo sulle proprietĆ  terapeutiche dell’Equiseto riguarda l’attivitĆ  rimineralizzante. La pianta con le sue radici assorbe dal terreno sali alcalini d’acido silicico che danno luogo alla formazione di 2 tipi di silicio, solubile e insolubile, presenti nel fitocomplesso. L’azione rimineralizzante del silicio, confermata per secoli dalla tradizione popolare, non era conosciuta nei suoi meccanismi d’azione finchĆ© Vaquelin suggerƬ l’ipotesi che tramite probabili riarrangiamenti di sito degli elettroni, il silicio potesse facilitare la formazione di carbonato di calcio. Kervran (1975) scrive a questo proposito: Ā«Solo il silicio organico ĆØ un silicio che può ricalcificareĀ». Questo oligoelemento contribuisce ad assicurare la soliditĆ  scheletrica, la plasticitĆ  della cartilagine – ove risulta fondamentale per la sintesi del collagene e dei glucosaminoglicani della cartilagine articolare – e l’elasticitĆ  di vasi e tessutiā€.
Dunque lunga vita all’Equiseto! Che può essere assunto sotto forma di infuso oppure come Tintura Madre.


Tra le piante che possono essere raccolte fra giugno e luglio figura nuovamente l’Ortica poichĆ©, comunque, la parte aerea (sommitĆ  fiorite) può essere utilizzata ugualmente per diversi scopi; essendo ricca di clorofilla ĆØ considerata valida come ricostituente, antianemica e rimineralizzante anche grazie alla ricchezza di minerali come ferro, calcio e silicio. Anche gli stessi frutti (semi) contengono proteine, mucillagini, fitormoni e olio grasso, e sono impiegati in fitoterapia. Più la si usa e la si studia, e più ci si rende conto che si tratta di un’erba davvero unica. ƈ una ā€œpianta completaā€ poichĆ© ogni suo organo, se raccolto nel momento opportuno, può essere utilizzato; dunque anche la radice ĆØ impiegata e studiata per via dei suoi costituenti che sono polisaccaridi, numerosi composti fenolici, steroli e tannino. L’Ortica ĆØ veramente un’altra pianta speciale.
Ovviamente la raccolta delle erbe deve essere svolta in ambienti che non siano contaminati, evitando sempre e comunque un atteggiamento predatorio nei confronti della natura. Occorre dunque raccogliere al massimo il 60-70% di una specie in modo da favorirne la permanenza. Queste stesse erbe possono essere coltivate secondo i principi dell’agricoltura biodinamica fornendo ulteriori vantaggi e benefici.
I PILASTRI DELL’ANNO
I due Giovanni, Battista ed Evangelista, sono posti agli antipodi proprio in prossimità dei due Solstizi (rispettivamente il 24 giugno ed il 27 dicembre) così come nella mitologia antica vi era Giano bifronte (Janus) che identificava il percorso di morte e rinascita del Sole. Giano bifronte rappresenta anche complementarietà e sinergia tra gli opposti, fattore determinante per la manifestazione della vita (femminile e maschile, yin e yang, notte e giorno). Abbiamo il ciclo vitale delle piante che è direttamente condizionato da fattori ambientali, con particolare riferimento a quelli meteoclimatici, ed il Solstizio in sé rappresenta un segnale celeste che determina cambiamenti e trasformazioni poiché molte piante da questo momento iniziano la fase di maturazione di frutti e semi, andando verso la contrazione autunnale che è polare e complementare alla fase di espansione primaverile. Queste due fasi danno origine a germogliamento, fioritura, maturazione dei frutti e caduta delle foglie garantendo il ciclico rinnovamento della vita.
Il Solstizio d’estate ĆØ uno degli eventi astronomici più evocativi dell’anno, celebrato da tempo immemorabile per ricordare il legame tra Cielo e Terra. L’uomo antico entrava dunque in contatto con la Natura sfruttando le manifestazioni del Sacro attraverso la luce (ierofanie), costruendo appositi ā€œtempli orientatiā€ nei quali svolgere cerimonie e culti. Questi templi svolgevano anche la funzione di calendari astronomici in base al loro allineamento con il Cielo, le Costellazioni e le diverse stelle.
Le principali festivitĆ  avrebbero inoltre la funzione di definire un ā€œpaesaggio dell’annoā€ e del tempo necessario per scandire il calendario esistenziale e, soprattutto, per stabilire i principali lavori agricoli. Si tratta di sfumature e connotati che il mondo moderno non ĆØ più in grado di riconoscere, o definire, con i suoi ritmi sempre uguali, incessanti e privi di ogni tonalitĆ  (l’uomo moderno non ĆØ più partecipe dei ritmi cosmici).

Rudolf Steiner ci ricorda inoltre che durante questo periodo siamo portati ad uscire al di fuori della nostra interioritĆ  per vivere nell’essere della natura. Siamo portati ad andare verso il mondo esterno, diversamente dalla fase invernale nella quale vi ĆØ una maggiore propensione per il raccoglimento interiore e l’introspezione.

Ā«In estate, in piena estate l’uomo veramente viene del tutto coinvolto nell’essere della natura. Quando dalla primavera si va verso l’estate, l’essere della natura diventa sempre più attivo, e l’uomo stesso vi viene intessuto con l’intero suo essereĀ»
Rudolf Steiner – L’esperienza del corso dell’anno in quattro immaginazioni cosmiche
Ed. Antroposofica

Fabio Fioravanti

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