LE ERBE DEL SOLSTIZIO DāESTATE
di Fabio Fioravanti
Il 24 giugno si celebra San Giovanni Battista. In questa fase annuale assistiamo al trionfo della luce che, anche simbolicamente, rappresenta il trionfo della vita. Ć lāaffermazione della luce sulla tenebra. Questa ricorrenza ci ricorda che la natura si trova in uno stato di massima espansione determinata dal moto solare poichĆ© in questo particolare momento annuale il Sole si trova nel punto più elevato della sua orbita. Essendo il Sole il motore principale della vita assistiamo dunque ad una vera e propria esaltazione delle forze vitali della natura. Ć per questo motivo che molte tradizioni legate a San Giovanni hanno una forte affinitĆ con la vita e, soprattutto, con la guarigione.
Le erbe e le piante che fioriscono o che si raccolgono in questa particolare epoca annuale incarnano ed assimilano proprio le forze connesse al Sole ed alla vita (e ne manifestano le virtù) poichĆ© lāatmosfera di San Giovanni ĆØ unāatmosfera particolarmente ricca di luce: il 21 giugno ĆØ il giorno più lungo dellāanno proprio perchĆ© il Sola raggiunge il suo punto più alto nel cielo.
Per quanto riguarda le erbe basti pensare allāIperico ed alle sue proprietĆ (antinfiammatorio, cicatrizzante, antidepressivo e ansiolitico). Per non parlare dellāEquiseto oppure del Cardo mariano, o di altre erbe medicamentose, senza dimenticare le Labiate come Lavanda, Salvia e Rosmarino definite anche āpiante del caloreā per via del contenuto di oli essenziali.
Molte pratiche tramandate da tempi remoti hanno proprio lāobiettivo di cogliere e fissare gli importanti benefici connessi alle virtù solari; su tutte vi ĆØ la raccolta e lāimpiego della rugiada che si sviluppa proprio durante la notte di San Giovanni, in prossimitĆ del Solstizio estivo. Si tratta di unāacqua particolarmente ācarica di luceā. Questa rugiada verrĆ anche impiegata per lāallestimento di lievito madre energico e vitale, che potrĆ favorire la miglior lievitazione del pane, oppure sarĆ utilizzata nella produzione della famosa acqua di San Giovanni tramite lāimpiego di erbe e fiori raccolti in prossimitĆ del Solstizio estivo.
Fin dallāantichitĆ i due Solstizi rappresentano i pilastri dellāanno simboleggiando la morte e la rinascita del Sole, con il Solstizio dāestate che segna lāinizio del suo cammino discendente. Dopo il raggiungimento del suo apice, questa fase segna dunque lāinizio del percorso calante, e lāaccensione rituale di fuochi e falò aveva lo scopo di sostenere, reggere o comunque rinforzare il grande Astro dispensatore di vita, luce e calore in prossimitĆ del suo giro di boa in direzione calante verso gli āinferiā (cioĆØ il buio e il freddo invernale). Da questo momento le giornate inizieranno lentamente ad accorciarsi.
Il termine Solstizio deriva da āSol-stitiumā che significa letteralmente Sole fermo, Sole che staziona, o immobile, poichĆ© nel suo moto apparente il Sole sembra fermarsi per un breve periodo prima di riprendere la propria corsa. Ciò che accade con il movimento del pendolo che, tra unāoscillazione e lāaltra, si ferma per un brevissimo istante prima di cambiare il proprio senso di marcia. Questa apparente fase di āstallo del Soleā interessa il periodo che va dal 21 al 24 giugno, data questa nella quale si celebra appunto San Giovanni Battista. Il 24 giugno sarĆ il giorno in cui il Sole ātorna indietroā invertendo la sua direzione di marcia. Il fuoco celebra anche la luce ed il calore necessari per lo sviluppo e la maturazione di semi, frutti e cereali.
LE ERBE PRIMAVERILI
Dunque nel mese di marzo, tra la fine dellāinverno e lāinizio della primavera, avremmo le migliori condizioni per la raccolta di erbe depurative che si trovano allo stadio di foglia, come il Tarassaco e le svariate Cicorie primaverili che si trovano nella fase di sviluppo della rosetta basale (disposizione a raggiera delle foglie situata a livello del terreno, alla base della pianta). Nei mesi di marzo e aprile ĆØ possibile raccogliere anche lāOrtica, una pianta dalle innumerevoli indicazioni terapeutiche che possono essere riepilogate in azione tonica, diuretica e antinfiammatoria. Ma il bello di questa specie, come di altre, ĆØ che può essere utilizzata con successo anche in cucina essendo pure di facile digestione. Le foglie, e più in generale le parti aeree, sono ricche di clorofilla e contengono silice (0,9-1,8%), flavoniodi, composti minerali, vitamine (A, B2, C, acido folico etc.) e tanti altri costituenti. Si ricorda che la clorofilla possiede una formula chimica simile a quella dellāemoglobina umana da cui si differenzia solamente per la presenza dellāatomo di magnesio al posto di quello del ferro. Questa pianta ĆØ davvero una benefattrice, ed ĆØ sempre stata considerata una pianta speciale!
Altre erbe primaverili sono il Grespino (Sonchus oleraceus), lāAspraggine (Picris hieracioides), il Rosolaccio (Papaver rhoeas) e diverse Radicchielle. Tutte da gustare in cucina tramite una infinitĆ di ricette.
ERBE E FIORI DEL SOLSTIZIO ESTIVO
Nei mesi successivi si passa dalle foglie ai fiori. Vi saranno dunque le condizioni idonee per la raccolta delle sommitĆ fiorite e dei fiori nel loro periodo balsamico. Soprattutto nei mesi di maggio e giugno, compatibilmente con le condizioni climatiche presenti nelle varie Regioni italiane.
Ć proprio in questa fase annuale che le forze della Terra salgono verso il Cielo venendo intessute dal Sole di una lucentezza scintillante e dorata, per poi essere nuovamente riconsegnate alla Terra fra lāestate e lāautunno sottoforma di frutti, semi e bacche.
Le cosiddette āerbe di San Giovanniā si possono dunque raccogliere in questa epoca annuale poichĆ© ci si trova nel periodo più indicato per potersi avvalere delle loro virtù connesse allāimpiego della parte epigea (cioĆØ le sommitĆ fiorite). Tra queste figurano lāIperico, lāArtemisia (Artemisia vulgaris), la Lavanda, la Salvia, i fiori dellāAglio ed altre specie ancora come la Malva, il cui periodo di fioritura può essere anche molto prolungato (lāepoca di fioritura delle diverse specie può variare in funzione della varietĆ , delle condizioni pedoclimatiche e dellāesposizione). Si possono raccogliere le sommitĆ fiorite di altre Labiate, le piante del calore per eccellenza, oppure anche dellāElicriso, una straordinaria pianta medicinale ricca di proprietĆ terapeutiche, oltre ai fiori dellāAchillea. Grazie alla fioritura che va dalla primavera allāautunno può essere citata anche la Calendula; davvero una pianta bella e utile dalle molteplici proprietĆ . Il suo fiore color giallo-arancione ĆØ definito anche āfiore del Soleā (sembra essere davvero la controimmagine del Sole).
Tra queste ed altre āerbe di San Giovanniā la più rappresentativa ĆØ probabilmente lāIperico, le cui cime fiorite sono particolarmente apprezzate per la realizzazione di oleoliti per uso esterno, soprattutto per la cura della pelle, dalle proprietĆ antinfiammatorie, lenitive e cicatrizzanti. Comunemente noto, appunto, col nome di Erba di San Giovanni ĆØ definito anche āScacciadiavoliā per via del particolare rapporto con la radiazione luminosa presente in questa fase annuale, ed anche per le sue proprietĆ antidepressive e curative.
Merita invece una citazione speciale la pianta dellāEquiseto (Equisetum arvense) la cui parte epigea (lo stelo con le sue particolarissime foglie) va raccolta proprio tra giugno e luglio, per via delle sue notevoli proprietĆ , sia come impiego terapeutico per uso interno che per uso esterno. Questa specie dispone inoltre di una importante attivitĆ rimineralizzante utile proprio durante la stagione calda. Oltre a ciò, questo autentico fossile vivente ĆØ ampiamente utilizzato in agricoltura biodinamica come preventivo nel controllo delle patologie fungine grazie allāabbondanza di silicio. Per questo lāEquiseto ĆØ definito anche āpianta di luceā in grado di incarnare al meglio le forze attive in prossimitĆ del Solstizio estivo. Silicio che lo stesso Rudolf Steiner definƬ āluce condensataā per via delle sue peculiari caratteristiche.
Per meglio comprendere le caratteristiche di questa pianta si riportano di seguito alcune righe tratte dal Dizionario di Fitoterapia e Piante Medicinali di Enrica Campanini (Edizioni Tecniche Nuove): āUn importante capitolo sulle proprietĆ terapeutiche dellāEquiseto riguarda lāattivitĆ rimineralizzante. La pianta con le sue radici assorbe dal terreno sali alcalini dāacido silicico che danno luogo alla formazione di 2 tipi di silicio, solubile e insolubile, presenti nel fitocomplesso. Lāazione rimineralizzante del silicio, confermata per secoli dalla tradizione popolare, non era conosciuta nei suoi meccanismi dāazione finchĆ© Vaquelin suggerƬ lāipotesi che tramite probabili riarrangiamenti di sito degli elettroni, il silicio potesse facilitare la formazione di carbonato di calcio. Kervran (1975) scrive a questo proposito: Ā«Solo il silicio organico ĆØ un silicio che può ricalcificareĀ». Questo oligoelemento contribuisce ad assicurare la soliditĆ scheletrica, la plasticitĆ della cartilagine ā ove risulta fondamentale per la sintesi del collagene e dei glucosaminoglicani della cartilagine articolare ā e lāelasticitĆ di vasi e tessutiā.
Dunque lunga vita allāEquiseto! Che può essere assunto sotto forma di infuso oppure come Tintura Madre.
Tra le piante che possono essere raccolte fra giugno e luglio figura nuovamente lāOrtica poichĆ©, comunque, la parte aerea (sommitĆ fiorite) può essere utilizzata ugualmente per diversi scopi; essendo ricca di clorofilla ĆØ considerata valida come ricostituente, antianemica e rimineralizzante anche grazie alla ricchezza di minerali come ferro, calcio e silicio. Anche gli stessi frutti (semi) contengono proteine, mucillagini, fitormoni e olio grasso, e sono impiegati in fitoterapia. Più la si usa e la si studia, e più ci si rende conto che si tratta di unāerba davvero unica. Ć una āpianta completaā poichĆ© ogni suo organo, se raccolto nel momento opportuno, può essere utilizzato; dunque anche la radice ĆØ impiegata e studiata per via dei suoi costituenti che sono polisaccaridi, numerosi composti fenolici, steroli e tannino. LāOrtica ĆØ veramente unāaltra pianta speciale.
Ovviamente la raccolta delle erbe deve essere svolta in ambienti che non siano contaminati, evitando sempre e comunque un atteggiamento predatorio nei confronti della natura. Occorre dunque raccogliere al massimo il 60-70% di una specie in modo da favorirne la permanenza. Queste stesse erbe possono essere coltivate secondo i principi dellāagricoltura biodinamica fornendo ulteriori vantaggi e benefici.
I PILASTRI DELLāANNO
I due Giovanni, Battista ed Evangelista, sono posti agli antipodi proprio in prossimità dei due Solstizi (rispettivamente il 24 giugno ed il 27 dicembre) così come nella mitologia antica vi era Giano bifronte (Janus) che identificava il percorso di morte e rinascita del Sole. Giano bifronte rappresenta anche complementarietà e sinergia tra gli opposti, fattore determinante per la manifestazione della vita (femminile e maschile, yin e yang, notte e giorno). Abbiamo il ciclo vitale delle piante che è direttamente condizionato da fattori ambientali, con particolare riferimento a quelli meteoclimatici, ed il Solstizio in sé rappresenta un segnale celeste che determina cambiamenti e trasformazioni poiché molte piante da questo momento iniziano la fase di maturazione di frutti e semi, andando verso la contrazione autunnale che è polare e complementare alla fase di espansione primaverile. Queste due fasi danno origine a germogliamento, fioritura, maturazione dei frutti e caduta delle foglie garantendo il ciclico rinnovamento della vita.
Il Solstizio dāestate ĆØ uno degli eventi astronomici più evocativi dellāanno, celebrato da tempo immemorabile per ricordare il legame tra Cielo e Terra. Lāuomo antico entrava dunque in contatto con la Natura sfruttando le manifestazioni del Sacro attraverso la luce (ierofanie), costruendo appositi ātempli orientatiā nei quali svolgere cerimonie e culti. Questi templi svolgevano anche la funzione di calendari astronomici in base al loro allineamento con il Cielo, le Costellazioni e le diverse stelle.
Le principali festivitĆ avrebbero inoltre la funzione di definire un āpaesaggio dellāannoā e del tempo necessario per scandire il calendario esistenziale e, soprattutto, per stabilire i principali lavori agricoli. Si tratta di sfumature e connotati che il mondo moderno non ĆØ più in grado di riconoscere, o definire, con i suoi ritmi sempre uguali, incessanti e privi di ogni tonalitĆ (lāuomo moderno non ĆØ più partecipe dei ritmi cosmici).
Rudolf Steiner ci ricorda inoltre che durante questo periodo siamo portati ad uscire al di fuori della nostra interioritĆ per vivere nellāessere della natura. Siamo portati ad andare verso il mondo esterno, diversamente dalla fase invernale nella quale vi ĆØ una maggiore propensione per il raccoglimento interiore e lāintrospezione.
Ā«In estate, in piena estate lāuomo veramente viene del tutto coinvolto nellāessere della natura. Quando dalla primavera si va verso lāestate, lāessere della natura diventa sempre più attivo, e lāuomo stesso vi viene intessuto con lāintero suo essereĀ»
Rudolf Steiner – Lāesperienza del corso dellāanno in quattro immaginazioni cosmiche
Ed. Antroposofica
Fabio Fioravanti
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